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reflusso gastroesofageo

REFLUSSO GASTROESOFAGEO: CAUSE E RIMEDI

By: | Tags: , , | Comments: 0 | Agosto 19th, 2020

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo che si verifica a causa della risalita dei succhi gastrici in esofago fino alla faringe ed alla laringe. E’ una condizione dovuta a molteplici fattori, tra cui quelli alimentari, funzionali, anatomici, farmacologici e ormonali e colpisce circa il 10-20% della popolazione in Europa.

Il tono dello sfintere esofageo inferiore, che collega l’esofago allo stomaco, rappresenta una barriera contro il reflusso: con l’apertura dello sfintere per consentire il passaggio di acqua e cibo, la pressione in quest’area si riduce comportando la risalita di materiale acido e non-acido fino all’esofago (anche in condizioni normali). Si parla di reflusso gastroesofageo quando la sua durata e la sua quantità superano una determinata soglia.

Come riconoscere il reflusso gastroesofageo?

I sintomi di questa condizione possono essere tipici, come il bruciore a livello retrosternale irradiato alle scapole, al collo o alle orecchie e rigurgito acido in bocca (liquido amaro o acido in bocca) o atipici, come: asma, problemi di insonnia, otite, dolore al torace, singhiozzo, nausea, difficoltà nel digerire e nel deglutire, tosse e raucedine, riduzione del tono di voce e laringite in forma cronica.

Combattere il reflusso con lo stile di vita

Le abitudini consigliate, valide in generale per tutti ma che possono essere modificate dal medico di fiducia o dal proprio nutrizionista, sono:

  • Cucinare al forno, al vapore, ai ferri o lessando gli alimenti, evitando fritti e soffritti. Sono consentiti anche arrosti e cotture in un umido purché non troppo conditi;
  • Percorrere almeno 2 km a piedi o 12 km in bici ogni giorno;
  • Per le donne, bere regolarmente e prima dei pasti 2 L d’acqua, possibilmente non gassata, ogni giorno (gli uomini dovrebbero berne 2,5). Evitare di bere troppa acqua dopo cena;
  • Controllare il peso corporeo;
  • Sollevare la parte vicino alla testiera del materasso di circa 30º (meglio se si utilizzano cunei al posto dei cuscini);
  • Evitare di indossare body o cinture molto strette;
  • Evitare minestre e cibi densi durante la sera;
  • Andare a letto dopo almeno 3 ore dalla fine del pasto;
  • Evitare sport troppo faticosi o sforzi violenti;
  • Eseguire 5 pasti al giorno, masticando bene il cibo ed evitando di parlare quando si mangia;
  • Evitare bevande troppo calde o troppo fredde.

Quali sono i cibi da evitare?

I cibi da evitare il più possibile sono: alimenti fritti, bevande gassate, aceto, menta, brodo di carne, tè e caffè. È inoltre sconsigliata l’assunzione di:

  • Formaggi piccanti o grassi;
  • Minestre e sughi confezionati;
  • Carne affumicata o sott’olio, carne grassa o fritta, selvaggina, insaccati e salumi (tranne prosciutto e bresaola);
  • Pesce grasso, in scatola o affumicato;
  • Uova fritte o sode;
  • Peperoni, cavoli, rape, crauti, pomodori e altre verdure;
  • Dolci di pasticceria o industriali, cioccolato, gelati e chewing gum;
  • Alcol e liquori;
  • Agrumi e succhi di frutta;
  • Spezie, mostarda, dado, burro, margarina, strutto, lardo

Quali, invece, sono consentiti?

I cibi che possono essere assunti, invece, sono:

  • Formaggi freschi, latte intero o scremato, parmigiano o grana;
  • Pane, fette biscottate, grissini e cracker;
  • Pasta e riso (conditi con olio extravergine e pomodori freschi o pelati), semolino, minestre con brodo vegetale e zuppe di verdura (da consumare preferibilmente a pranzo, evitando liquidi la sera);
  • Prosciutto crudo e cotto, bresaola;
  • Pesce fresco o surgelato, non grasso;
  • Carne magra di vitello, manzo, coniglio, tacchino e pollo (togliendo la pelle dopo la cottura);
  • Uova in camicia o alla coque;
  • Verdure cotte (quelle che vengono tollerate meglio sono asparagi, patate, carote, zucchine e fagiolini);
  • Frutta matura cotta o passata;
  • Biscotti secchi, miele, marmellate, budini al latte;
  • Acqua non gassata.

Perché preoccuparsi?

Anche se nella maggior parte dei casi non provoca lesioni, il reflusso nel 30-35% dei casi si complica con erosioni all’esofago, mentre nel 3-5% dei casi può dare origine ad ulcere. La diagnosi, in prima istanza, è prevalentemente clinica e può essere confermata da esami strumentali come laringoscopia, pH-metria ed esofagogastroduodenoscopia.

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