OSTEOPOROSI: COME DIAGNOSTICARLA SENZA RADIAZIONI



A cura di: Dott. Nicola Castaldini Medico Chirurgo, specialista in Medicina Interna - Ecografia



OSTEOPOROSI: COME DIAGNOSTICARLA SENZA RADIAZIONI



A cura di: Dott. Nicola Castaldini Medico Chirurgo, specialista in Medicina Interna - Ecografia



Cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una malattia scheletrica sistemica (che colpisce tutto lo scheletro) caratterizzata da un aumento della fragilità ossea e, conseguentemente, del rischio di fratture. Tale indebolimento delle ossa è dovuto sia ad una riduzione quantitativa della massa ossea che ad alterazioni della struttura dell’osso stesso.
Si riconosce una forma primitiva di osteoporosi – che colpisce le donne dopo la menopausa o comunque le persone anziane – e delle forme secondarie, conseguenza di numerose patologie o terapie. In Italia si stima che colpisca 3.5 milioni di donne e 1 milione di uomini.

Come si diagnostica l’osteoporosi?

Il metodo più consolidato ad oggi per diagnosticare l’osteoporosi è la densitometria ossea, la cosiddetta DEXA che, attraverso l’emissione di raggi X a bassa dose, fornisce un valore di densità minerale ossea (BMD) delle vertebre lombari e del femore.

In cosa consiste la nuova densitometria ossea ecografica?

E’ oggi disponibile un esame innovativo che si chiama densitometria ossea ecografica, si basa su una nuova tecnologia, la cosidetta R.E.M.S. (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry) che utilizza gli ultrasuoni e non radiazioni. Tale esame ha dimostrato di fornire risultati paragonabili alla DEXA, con il vantaggio di non essere dannosa e di poter essere ripetuta frequentemente sia per la prevenzione che, quindi, per il monitoraggio durante l’eventuale avanzamento della malattia.

La densitometria ossea ecografica avviene infatti tramite ecografia, dura pochi minuti e viene effettuata sui due distretti della DEXA, ovvero vertebre lombari e del femore. Il test determina la gravità della malattia, prevede il rischio di fratture successive e monitora i cambiamenti ossei aiutando il medico nella scelta del trattamento o della terapia più adeguati.

Da oggi, quindi, è possibile valutare in anticipo la salute delle ossa, misurarne la fragilità e fornire al medico gli strumenti per intervenire prima che la malattia prenda il sopravvento.

Quali sono i fattori di rischio principali dell’osteoporosi?

Il deterioramento osseo può dipendere da molteplici fattori di rischio, sia genetici che legati allo stile di vita, o da condizioni di salute particolari (avanzare degli anni, menopausa, diabete, obesità, carenza di Vitamina D, sclerosi multipla, artrite reumatoide, diabete, obesità, etc.) indipendenti dalla BMD, per questo è indispensabile valutare clinicamente il paziente e individuare tali fattori per poter avere una panoramica generale della situazione.

Quando fare la densitometria ossea ecografica?

  • oltre i 65 anni: per le donne – oltre i 70 anni: per gli uomini.
  • A qualsiasi età in presenza di pregresse fratture da fragilità, di riscontro radiologico di osteoporosi o di uso di farmaci osteopenizzanti o malattie associate ad osteoporosi.
  • Nella donna in postmenopausa o nell’uomo di oltre 60 anni in presenza di fattori di rischio (menopausa prima dei 45 anni o periodi di amenorrea premenopausale >6 mesi, inadeguato introito di calcio o condizioni di rischio per ipovitaminosi D, periodi prolungati di immobilizzazione, fumo, abuso di alcool, magrezza, familiarità).

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