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La mia mission

La mia mission: la medicina del sano

La mia missione è di prendermi cura dei sani, affinchè non si ammalino.

Da qui nasce la mia idea di “medicina del sano”, ovvero quella disciplina che riserva al soggetto “sano” le stesse competenze, scientificità, rigore e studio che in genere si dedicano al “malato”.

Nella mia visione della salute e del ruolo del medico è indispensabile operare affinché le malattie ed i problemi non si presentino, piuttosto che aspettare che si manifestino. La formazione specialistica e ampia del medico internista è fondamentale per fornire un supporto altamente qualificato a tutte le più comuni problematiche di salute. Soprattutto, all’intero individuo sano, valutato nel suo complesso e con tutte le possibili interazioni tra tutti gli organi ed apparati che lo compongono.

Mi piace definire, quindi, il medico internista come “il medico di famiglia 2.0“. Questo perchè possiede la competenza specialistica e la capacità diagnostica che il medico di famiglia spesso non detiene.

Perché lo faccio

“Perchè faccio il medico?. Perchè mi piace. Perchè voglio mettere a disposizione delle persone che si rivolgono a me tutto quello che posso offrir loro. La mia passione, le mie conoscenze, l’aggiornamento continuo, la mia esperienza, la mia capacità di ascoltare. Saper guidarle senza giudicarle, incoraggiarle,  sostenerle, considerarle persone con problemi di salute e non come malattie da curare.

Perché noi medici non possiamo più occuparci solo delle malattie, ignorando i soggetti che ne sono afflitti. Questo è in primis un errore medico. L’organismo umano è uno degli esempi più straordinari di complessità. Come possiamo dunque pensare che la malattia che riteniamo riguardare un organo o apparato non abbia ripercussioni su tutto il resto del corpo?. Per non parlare del quasi totale disinteresse nei confronti della sfera emotiva del paziente. Infatti, ancora oggi purtroppo considerata roba da psicologi-guaritori-santoni.  Ormai sappiamo invece per certo, da una letteratura consolidata, di come sia fondamentale nell’esito – positivo o negativo – delle malattie e delle terapie.

Perché i pazienti non possono più accontentarsi di ricevere una pillola quando stanno male. Perché consideriamo naturale effettuare una manutenzione annuale alla caldaia di casa o all’auto, e invece crediamo di dover andare dal medico solo quanto stiamo male?.

Perché a tutti i livelli – singola persona, famiglia, comunità, – potremmo trarre benefici dallo spostamento dell’attenzione dalla malattia già conclamata alla fase precedente”.

Nicola Castaldini