Italia spende 23 mld euro anno per malattie legate al cibo



A cura di: Dott. Nicola Castaldini Medico Chirurgo, specialista in Medicina Interna - Ecografia



Italia spende 23 mld euro anno per malattie legate al cibo



A cura di: Dott. Nicola Castaldini Medico Chirurgo, specialista in Medicina Interna - Ecografia



rapporto medico paziente

(ANSA) – ROMA, 24 FEB – Già oggi si spendono 23 miliardi l’anno per curare le malattie non trasmissibili, di cui la dieta è uno dei principali fattori di rischio, e se non si insegnerà alle giovani generazioni a nutrirsi meglio il conto è destinato a salire. Lo ha sottolineato Roberto Copparoni, dirigente del ministero della Salute, durante l’inaugurazione del percorso interattivo ‘Feed Your Mind’ dedicato a questo tema oggi a Roma al museo Explora.

Il futuro dal punto di vista nutrizionale non è proprio roseo – ha sottolineato Copparoni – visti i numeri che abbiamo sull’obesità. Già spendiamo 23 mld per le malattie non trasmissibili, dobbiamo fare in modo di far fare una vita sana ed equilibrata e serena ai bambini” Il ministero della Salute, ha aggiunto il dirigente, si sta occupando della salute del bambino con diverse iniziative, dalla promozione dell’allattamento al seno fino a quelle nelle scuole e per la ristorazione ospedaliera. “Siamo riusciti inoltre con le associazioni di categoria a stipulare due importantissimi impegni che riguardano il miglioramento mutrizionale e linee di indirizzo per l’informazione commerciale”.

Oltre a ricerca e impegno istituzionale, ha sottolineato Andrea Ghiselli, Responsabile delle Ricerche CREA, è importante la comunicazione. “La ricerca scientifica è fondamentale per identificare e mettere in atto le migliori strategie di intervento a favore di un corretto stile di vita – ha spiegato -. Ancora oggi infatti, nonostante il costante impegno di istituzioni nel promuovere in maniera concreta i risultati della ricerca, persistono scorrette abitudini alimentari. Il tema su cui fare una riflessione è quindi la divulgazione, che deve dare messaggi chiari e non indurre confusione o chiusura nelle persone con un effetto contrario alle attese”.

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