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Glossario

GLOSSARIO

Cos’è?

La medicina interna è una branca della medicina molto ampia che si occupa di prevenzione, diagnosi e terapia non chirurgica di tutti gli organi, apparati e sistemi del nostro organismo, come:

  • apparato respiratorio
  • apparato cardiovascolare
  • apparato digerente
  • apparato escretore (reni e vie urinarie)
  • sangue e organi emopoietici
  • sistema endocrino- metabolico

Di cosa si occupa?

  • malattie infettive
  • malattie allergiche e immunologiche
  • malattie dell’apparato muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo

Cos’è ?

È una metodica non invasiva che, mediante la visualizzazione dei principali vasi sanguigni (arterie, grossi vasi addominali, tronchi sovraaortici, sistema venoso), permette di studiarne il flusso ematico. L’ecocolor doppler fornisce immagini a colori (rosso e blu) dei flussi venosi e arteriosi evidenziando anche le più piccole lesioni delle pareti dei vasi consentendo di valutarne con precisione l’entità.

Sono previste norme di preparazione?

Nel caso in cui la zona da sottoporre a ecocolor doppler sia l’addome è necessario che il paziente sia a digiuno. Questo perché i vasi addominali sono posti nelle vicinanze dell’intestino che, se non vuoto e privo d’aria, può impedire la giusta visione sullo schermo dell’apparecchio ecografico.

Chi può effettuarlo?

Tutti possono sottoporsi all’esame.

E’ doloroso o pericoloso?

L’esame non è doloroso o fastidioso e non presenta alcun tipo di controindicazione.

Come si effettua?

Al paziente, steso sul lettino, viene applicato un gel sulla parte del corpo da esaminare. Il medico appoggia poi una sonda così da ottenere le immagini – che appaiono sullo schermo dell’apparecchio ecografico – che serviranno per formulare la diagnosi. L’esame di ecocolor doppler dura circa venti minuti.

Cos’è ?

L’Eco-color-doppler addominale arterioso/venoso è una metodica non invasiva che, mediante la visualizzazione dei principali vasi sanguigni a livello addominale permette di studiarne il flusso ematico.
L’eco-color-doppler fornisce immagini a colori (rosso e blu) dei flussi venosi e arteriosi evidenziando anche le più piccole lesioni delle pareti dei vasi consentendo di valutarne con precisione l’entità.

Per ulteriori approfondimenti sulla preparazione all’esame e come funziona, vedi sezione “Eco-color-doppler”.

Cos’è?

L’ecografia è una tecnica di diagnostica per immagini di semplice esecuzione, di cui si avvalgono numerosi specialisti che si rivolgono al medico ecografista per un approfondimento utile alla diagnosi. L’ecografia si avvale degli ultrasuoni per ottenere un’immagine precisa degli organi indagati.
Se in origine l’ecografia veniva usata prevalentemente in campo internistico e ginecologico, oggi è un esame di routine fondamentale cui si ricorre spesso in ambito diagnostico (internistico, chirurgico, ginecologico, endocrinologico, urologico, ostetrico, ortopedico).

A cosa serve?

Il campo di applicazione dell’ecografia è vastissimo, è un esame che consente di acquisire immaginidegli organi osservati. A parte per esempio le ossa, che non sono visibili, tutto il resto è chiaramente osservabile: l’ecografia mostra tutto ciò che è di consistenza parenchimale (il fegato, i reni) e tutto ciò che è liquido (vescica, cisti, ematomi).
L’ecografia non ha solo uno scopo diagnostico, viene infatti utilizzata moltissimo come guida permanovre di tipo interventistico: biopsie, drenaggi di ascessi, posizionamento di cateteri. Si tratta di interventi effettuati dal medico ecografista con la collaborazione del chirurgo, dell’epatologo o dello specialista che invia il paziente all’intervento.

Sono previste norme di preparazione?

L’ecografia è un esame che non richiede alcun tipo di preparazione specifica del paziente; possono essere utili alcuni semplici accorgimenti che vengono spiegati al momento della prenotazione, quali digiunare o bere abbondantemente prima di sottoporsi all’esame.

Chi può effettuarla?

Non esistono limitazioni o controindicazioni nel sottoporsi a questo esame.

E’ dolorosa o pericolosa?

È ormai assodato che gli ultrasuoni sono innocui per l’organismo; non esistono dunque limitazioni o controindicazioni nel sottoporsi a questo tipo di esame.

Come si esegue?

Tramite una sonda che invia ultrasuoni (appoggiata sul corpo del paziente o, in determinate ecografie, inserita ad esempio in vagina o nell’ano) il medico ecografista è in grado di “vedere” all’interno del corpo umano.

Che cos’è?

È un’indagine che non prevede l’uso di radiazioni e si basa sull’emissione di ultrasuoni, che non provocano danno all’organismo. Viene condotta mediante focalizzazione spaziale secondo i vari piani anatomici dell’organo. Le registrazioni ottenute sono dette immagini ecografiche.

A cosa serve?

Con l’ecografia dell’addome completo si esplorano il fegato, la cistifellea, le vie biliari, la milza, ireni, il pancreas, lo stomaco, i grossi vasi sanguigni, la vescica, l’utero, le ovaie e la prostata. L’esame viene impiegato per visualizzare la morfologia dei parenchimi e l’eventuale presenza di lesioni.

Sono previste norme di preparazione?

Per l’ecografia dell’addome completo è utile prepararsi con una dieta leggera nei giorni precedenti. Per esaminare la parte inferiore dell’addome è necessario che la vescica sia piena: per questo da due ore prima dell’esame è importante non urinare e bere acqua naturale, tè o camomilla. È necessario mantenere il digiuno nelle sei ore precedenti l’esame.

Chi può effettuarla?

Chiunque può sottoporsi all’ecografia dell’addome completo.

E’ pericolosa o dolorosa?

Questo esame non è doloroso e non comporta rischi perché non sfrutta radiazioni ionizzanti ma onde a ultrasuoni, innocue per l’organismo.

Come si esegue?

Durante l’esame il paziente viene fatto sdraiare a pancia in su. La procedura non è dolorosa e prevede lo scorrimento della sonda ecografica – azionata manualmente dal medico – sull’addome preventivamente cosparso di un gel trasparente che ha lo scopo di favorire il passaggio degli ultrasuoni dalla sonda. Il medico potrà invitare il paziente a trattenere il fiato, oppure a cambiare posizione, ad esempio mettendosi sul fianco, per mettere meglio in evidenza alcuni organi da esaminare.

Cosa indaga?

Con l’ecografia dell’addome superiore si esplorano il fegato, la cistifellea, le vie biliari, la milza, il pancreas, lo stomaco.

Per le ulteriori informazioni, consulta la voce “ecografia addome completo”

Cosa indaga?

Con l’ecografia dell’addome inferiore si indaga vescica, prostata, vescichetta seminale, utero e ovaie.

Per le ulteriori informazioni, consulta la voce “ecografia addome completo”

Che cos’è?

L’elettrocardiogramma è un esame diagnostico ambulatoriale che consente di registrare e visualizzare graficamente l’attività elettrica del cuore. Mediante il monitoraggio dell’attività di pompaggio del sangue che il cuore esegue mediante contrazioni e rilasciamenti è possibile individuare l’eventuale presenza di una malattia cardiaca o di un disturbo del ritmo (aritmia).
Questo esame può essere eseguito a riposo, mentre il paziente è supino sul lettino, o sotto sforzo, mentre il paziente cammina su un tapis roulant o pedala su una cyclette.

A cosa serve?

L’elettrocardiogramma a riposo permette di misurare il ritmo del cuore e l’eventuale aumento della dimensione delle camere cardiache, può essere utile per individuare eventuali aritmie.
L’elettrocardiogramma sotto sforzo invece può essere di aiuto per la diagnosi di patologie cardiache latenti.

Sono previste norme di preparazione?

L’esecuzione dell’elettrocardiogramma non prevede alcuna norma di preparazione.

Chi può effettuarlo?

Non vi sono controindicazioni per l’esecuzione dell’elettrocardiogramma standard. L’elettrocardiogramma sotto sforzo è invece controindicato per i pazienti con grave insufficienza cardiaca.

E’ pericoloso o doloroso?

L’esame è sicuro e indolore.

Come si esegue?

Al paziente vengono applicati sulla pelle alcuni elettrodi, collegati attraverso fili elettrici a un apparecchio chiamato elettrocardiografo. Gli elettrodi e i fili captano e trasmettono l’attività elettrica del cuore all’elettrocardiografo che la elabora e la stampa su carta sotto forma di un tracciato grafico (elettrocardiogramma).

Cos’è

La diminuita pressione del sangue sulle pareti arteriose, che si attesta sotto il valore medio di 140/90 mmHg.

Origine

All’origine dell’ipotensione ci sono diversi fattori, fra cui i più comuni sono la riduzione della capacità del cuore di pompare il sangue, emorragie o disidratazione (tipicamente per vomito e diarrea), passaggio brusco dalla posizione supina a quella eretta con conseguente calo di pressione.L’ipotensione cronica può insorgere in seguito a disturbi cardiaci o infezioni. L’ipotensione acuta ha origine da disturbi gravi come la sincope (mancata ossigenazione del cervello) o lo stato di shock.

Come si manifesta

Il disturbo non ha sintomi evidenti. Possono manifestarsi mal di testa, stanchezza, nausea, debolezza muscolare. In presenza di un repentino calo di pressione, possono presentarsi anche cute fredda e sudaticcia, pallore, vertigini e ridotta diuresi (oliguria).

Come si diagnostica

L’accertamento è compiuto con una misurazione della pressione con sfigmomanometro. Convenzionalmente, si considera ipoteso il paziente con pressione massima inferiore a 100 mmHg.

Cosa sono

I noduli tiroidei sono delle tumefazioni delimitate che si formano all’interno della tiroide. Possono essere liquidi, solidi o misti. Il riscontro di un nodulo alla tiroide è molto frequente soprattutto nelle donne e con l’avanzare dell’età.

Origine

La causa principale è rappresentata dalla carenza moderata-lieve di iodio che caratterizza il nostro Paese e che comporta una maggiore frequenza di gozzo che può essere diffuso, uni o multi nodulare. Va sottolineato che meno del 5% dei noduli è una neoplasia maligna della tiroide.

Come si manifestano

Molto spesso i noduli alla tiroide sono asintomatici. In altri casi, però, può accadere che il nodulo vada a comprimere le strutture circostanti la tiroide determinando difficoltà nella respirazione o nella deglutizione e senso di costrizione.

Come prevenire

La più efficace prevenzione dei noduli tiroidei è la iodoprofilassi, facilmente attuabile mediante il consumo di sale iodato.

Come si diagnosticano

Per diagnosticare la presenza di noduli alla tiroide possono essere necessari:

  • Esami del sangue per valutare la funzione della tiroide, per effettuare il dosaggio degli anticorpi anti-tiroidei e per misurare la presenza di Calcitonina (marker di un raro tipo di carcinoma della tiroide).
  • Ecografia tiroidea, meglio se con color-doppler: con questa procedura diagnostica è possibile rilevare con precisione la presenza e le dimensioni dei noduli, il grado di vascolarizzazione e la loro struttura interna (solida, liquida, mista). Questo esame diagnostico viene utilizzato anche per monitorare i noduli nel tempo, per verificare ad esempio se aumentano di dimensioni.
  • Scintigrafia tiroidea è utile in specifici casi, ovvero nei pazienti con ipertiroidismo in cui si sospetti l’iperfunzione delle formazioni nodulari.
  • Agoaspirato del nodulo tiroideo: è un’indagine di secondo livello attraverso cui vengono prelevate dal nodulo alcune cellule che verranno poi sottoposte a esame citologico per chiarire la natura del nodulo stesso.

Cos’è

Un’alterazione delle arterie coronariche del cuore. A colpire le strutture vascolari possono essere lesioni di natura anatomica o funzionale: arteriosclerotica (le più comuni), ma anche processi infiammatori o di altro tipo, responsabili di un apporto ematico inadeguato al muscolo cardiaco.

Origine

Sono tre le arterie principali che vascolarizzano il cuore: l’arteria intraventricolare, l’arteria circonflessa e l’arteria coronaria. Un accumulo di grasso – costituito da colesterolo, calcio o altre sostanze e noto come “placca” – si deposita sulle pareti interne delle arterie, impedendo al flusso sanguigno di irrorare il miocardio. Le arterie principali vengono ostruite e si irrigidiscono, provocando “l’indurimento delle arterie” o aterosclerosi.
Le malattie coronariche hanno origine sia da fattori di rischio non modificabili (come la predisposizione genetica, l’età e il sesso maschile) che da fattori modificabili. Fra questi ultimi si vedano: il tabagismo, l’ipertensione arteriosa sistemica, l’obesità, la sedentarietà e fattori psicosociali come lo stress.

Come si manifesta

Poiché l’ostruzione arteriosa è un processo che può durare diversi anni, spesso i sintomi si manifestano al momento del blocco delle arterie, stadio grave o potenzialmente fatale.
Benché i sintomi varino da persona a persona, i più frequenti includono generalmente: dolore al petto, dispnea, estremo senso di stanchezza, dolore fugace o acuto localizzato nel braccio, nella schiena o nell’addome.

Come si diagnostica

Oltre all’analisi del quadro clinico, l’accertamento si compie sulla base dell’elettrocardiogramma, che mostra un tracciato tipico. Ulteriori strumenti per la diagnosi sono poi l’ecocardiogramma, l’esame sotto sforzo, l’angiogramma coronarico e l’ecografia intravascolare.